La Statua


La preziosa statua lignea della Madonna della Libera di Cercemaggiore campeggia nell’omonima cercemaggiore statua madonna della libera-figura intera_hidchiesa conventuale alle spalle dell’altare eucaristico, inserendosi nella teca di elaborazione tardo novecentesca.
Ormai fermamente ancorata nella sua datazione al periodo di inizio XIV secolo, si tratta di una delle sculture lignee più antiche conservate nel panorama artistico molisano. Ad aumentarne il valore è la sua qualità d’intaglio e l’ottima conservazione, a fronte di una natura invece soggetta a facile deperibilità per il costituirsi di materiale ligneo. Pertanto, di fondamentale importanza è risultato essere l’intervento eseguito nel 2004 dall’allora Istituto Centrale per il Restauro, che procedette al consolidamento del legno ed alla pulitura dell’opera.  
 
La Libera di Cercemaggiore si fa portatrice di un delicato e primigenio goticismo, che si fonde abilmente con un’iconografia bizantineggiante ed arcana, simboleggiata innanzitutto dalla posizione di antica figura orante. Raffigurata con una veste blu a stelle dorate ed un mantello dorato con risvolto rosso, ha il capo cinto da una corona d’oro ed un panno che le si adagia sulla chioma. L’espressione è caratterizzata da un sorriso indefinito, che le illumina il volto, e tre croci le segnano i palmi delle mani ed il collo.
Fulcro e gioiello dell’imponente complesso conventuale, la statua della Madonna della Libera di Cercemaggiore è stata indicata come “pezzo di altissimo pregio e forse una delle testimonianze più preziose del gotico meridionale, nel contesto della dorsale appenninica e delle aree interne”.  
 
cercemaggiore santuario smaria della libera-statua madonna della libera2_hidAd accrescere l’interesse della scultura è il dibattito che ancora ne avvolge la nascita, la storia, le vicende conservative e gli episodi miracolosi, questi ultimi parzialmente testimoniati dai numerosi ex-voto donati alla Vergine dai fedeli. L’ultrasecolare devozione costituisce, infatti, l’altro aspetto essenziale di questa scultura, il cui culto si è esteso anche oltre il territorio di Cercemaggiore, ovvero nei comuni circostanti e addirittura al di fuori dei confini regionali e nazionali. In particolare, la Libera di Cercemaggiore continua ad essere un importante punto di riferimento per i tanti emigrati cercesi e, a tal proposito, significativi sono i gemellaggi con le città statunitensi di Greensbourg e Waterbury.
Un significativo riconoscimento, dimostrante la forte radicazione territoriale del culto mariano, è provenuto dalla nomina nel 2002 della Madonna della Libera a patrona dell’Unione dei Comuni della Valle del Tammaro (comprendente Cercemaggiore, Cercepiccola, Mirabello Sannitico, San Giuliano del Sannio e Sepino), ponendo tutti gli abitanti della vallata sotto la sua materna protezione.    
 
 
 
 
 
(a cura di Valentina Marino)

BIBLIOGRAFIA: Dora Catalano, Memorie d’arte, a cura di Fiorella Felice e Valeria Zappone, in «Millemetri», a. IV, n. 3, Ripalimosani (CB), Arti Grafiche La Regione, maggio-giugno 2002, pp. 17-18; Michele Miele, La Chiesa e il Convento di S. Maria della Libera di Cercemaggiore (CB), Napoli, Tipografia Laurenziana, 1980; Giordano Pierro, Storia del Santuario e del Convento S. Maria della Libera in Cercemaggiore, Napoli, Tipografia R. Batelli, 1924; Ada Trombetta, Arte nel Molise attraverso il Medioevo, Cava dei Tirreni, Cassa di Risparmio Molisana Monte Orsini, 1984, pp. 309-312; Stefano Vannozzi, A Morcone la Madonna della Libera di Cercemaggiore. Scoperta di un prototipo iconografico inedito, in «Millemetri», a. VII, n. 4, (CB), Arti Grafiche La Regione, luglio-agosto 2005, pp. 32-34.